Raggi di luce che entrano dall'apertura di una grotta e illuminano il buio

Come la nascita ci parla di noi.

La prima soglia della vita è un passaggio stretto verso la luce. Non decide chi siamo, ma a volte, nel corpo, torna a farsi sentire.

Antonio Catona, psicologo · 4 minuti di lettura

Tenni stretto
Per quanto potei
Quel sospiro che
Aprì le porte
Al mistero
Che circonda
Ogni singola
Goccia
Di Vita

Antonio Catona

Dentro una grotta il buio è totale. Poi, da un'apertura nella roccia, entra un fascio di luce che taglia l'aria e tocca la terra. Per ognuno di noi la vita è cominciata così: un passaggio stretto, una spinta, e poi la luce, l'aria, il primo respiro.

Che cosa si intende per schema di nascita.

Nel lavoro sul respiro, e in particolare nella tradizione del rebirthing, si parla di schema di nascita per indicare alcuni modi ricorrenti di affrontare i passaggi della vita che, secondo questa lettura, richiamerebbero il modo in cui siamo venuti al mondo. Chi è nato in fretta e chi ha dovuto attendere a lungo, chi è stato aiutato a uscire e chi ha lottato per farcela: davanti alle soglie dell'età adulta, un cambiamento, una scelta, un nuovo inizio, a volte sembrano tornare gli stessi movimenti, la stessa fretta o lo stesso blocco.

L'idea ha radici antiche. Nel 1924 lo psicoanalista Otto Rank scrisse Il trauma della nascita, sostenendo che quella prima separazione fosse il modello di tutte le angosce successive.

Più tardi lo psichiatra Stanislav Grof, tra i fondatori della psicologia transpersonale, ha dedicato decenni di ricerca clinica alle esperienze legate alla nascita che possono emergere negli stati non ordinari di coscienza, anche attraverso il respiro. Le ha descritte in quattro «matrici perinatali»: una mappa dei passaggi del parto che ancora oggi orienta molto del lavoro sul respiro.

Che cosa sappiamo oggi.

È un campo in cui la ricerca è ancora aperta. Il legame tra il modo in cui siamo nati e ciò che diventiamo è oggetto di studio, e le immagini della nascita che a volte affiorano nel lavoro sul respiro vanno accolte con rispetto, senza pretendere che siano la cronaca esatta di ciò che è accaduto.

Alcune cose, intanto, la ricerca le ha già mostrate. Il periodo intorno alla nascita conta: lo stress vissuto in gravidanza o un parto molto prematuro possono influenzare lo sviluppo e la sensibilità allo stress, come mostrano numerose ricerche. Le prime ore contano: secondo una revisione Cochrane, il contatto pelle a pelle tra madre e neonato favorisce l'allattamento e la stabilità del piccolo. E conta moltissimo ciò che viene dopo: le cure e i legami dei primi anni, come insegnano gli studi sull'attaccamento, possono offrire una base sicura anche a chi ha avuto un inizio difficile.

C'è poi la storia della nostra nascita così come ci è stata raccontata. «Sei nato in fretta, non vedevi l'ora». «Non volevi uscire». In famiglia queste frasi diventano a volte piccoli miti personali, che dicono più del modo in cui siamo stati guardati che del parto in sé.

Quando la nascita torna nel respiro.

Nel lavoro sul respiro, e in particolare nel respiro circolare, accade che emergano sensazioni che le persone collegano spontaneamente alla nascita: una pressione, la sensazione di essere bloccati, il bisogno di spingere, poi un sollievo improvviso, come un uscire alla luce. Le accolgo per ciò che sono: un linguaggio simbolico, che parla dei passaggi che stiamo vivendo adesso. Non serve stabilire se si tratti di un ricordo. Serve chiedersi, insieme, che cosa ci dice oggi sul nostro modo di attraversare le soglie.

Nascere più volte.

Forse la cosa più vera che la nascita ci insegna è che si può nascere più volte. Ogni passaggio importante, una crisi, una perdita, una scelta, chiede di attraversare una soglia stretta e di arrivare dall'altra parte, dove l'aria è diversa. E ogni volta, come allora, si ricomincia da un respiro.

La luce non chiede come siamo arrivati. Ci aspetta, semplicemente, all'uscita della grotta.

Riferimenti.

  • O. Rank, Il trauma della nascita (Das Trauma der Geburt, 1924).
  • S. Grof, Beyond the Brain: Birth, Death, and Transcendence in Psychotherapy, State University of New York Press, 1985.
  • V. Glover, «Annual Research Review: Prenatal stress and the origins of psychopathology: an evolutionary perspective», Journal of Child Psychology and Psychiatry, 2011.
  • E.R. Moore e coll., «Early skin-to-skin contact for mothers and their healthy newborn infants», Cochrane Database of Systematic Reviews, 2016.
  • J. Bowlby, Una base sicura (A Secure Base, 1988), Raffaello Cortina.

Fotografia di Intricate Explorer, Unsplash.

Il Dott. Antonio Catona, psicologo a Meina

Antonio Catona

Psicologo iscritto all'Albo degli Psicologi del Piemonte, con una solida formazione in ambito medico-scientifico. Conduttore SIAB di classi di esercizi bioenergetici, con esperienza decennale nel rebirthing. Riceve a Meina, tra Arona e Stresa, e online.

Parole, corpo e respiro: il mio modo di lavorare

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