Ero stolto
E non ti guardavo negli occhi
Poi mi sono creduto innocente
E l'ho fatto.
Ne ho visto polvere segnata
Come la carta vetrata.
E mi son girato.
Ho pianto mille notti
Seduto sopra un burrone.
E son tornato
E ne hai fatto carta straccia.
E ci siamo allontanati.
Di nuovo,
Io da me e tu da te.
In Madagascar ci sono due baobab che crescono avvolti l'uno all'altro. Li chiamano gli innamorati. Ognuno ha le sue radici e la sua chioma, ma da secoli i tronchi si cercano, si stringono, si adattano. La loro forma non appartiene a nessuno dei due: è la forma della loro storia insieme.
Due sistemi nervosi.
Una coppia non è solo un incontro di idee, di progetti, di caratteri. È anche l'incontro di due corpi e di due sistemi nervosi che si influenzano continuamente. La ricerca ha mostrato che l'amore adulto riprende molte dinamiche dell'attaccamento infantile: cerchiamo nel partner una base sicura, e quando la sentiamo vacillare il corpo va in allarme.
Chi ha osservato in laboratorio migliaia di coppie ha misurato ciò che accade nel corpo durante i conflitti. Quando il battito supera una certa soglia si entra in uno stato di inondazione: non si riesce più ad ascoltare, si attacca o ci si chiude. In quel momento nessun ragionamento funziona. Serve prima calmare il corpo, poi tornare a parlare.
Quando i corpi si allontanano.
Spesso le coppie arrivano dicendo «non parliamo più». Ma prima ancora delle parole si è perso il contatto: gli sguardi si evitano, gli abbracci si fanno rapidi, il letto diventa un luogo dove dormire e basta. Si crea così un ciclo in cui uno insegue e l'altro si ritira, ognuno spinto dalla paura di perdere l'altro. Riconoscere quel ciclo insieme è già un modo per uscirne. Dei segnali di una crisi e del tradimento parlo in Crisi di coppia e tradimento.
Parole e presenza.
Il percorso lavora con le parole e, quando è utile, anche con la presenza dei corpi. Si impara a riconoscere quando il proprio corpo entra in allarme, a fermarsi prima che il conflitto diventi una ferita, a respirare prima di rispondere. A volte, sempre con il consenso di entrambi e con gradualità, si sperimentano esercizi di contatto e di presenza: stare uno di fronte all'altro, sostenere lo sguardo, sentire il sostegno reciproco. Così si ritrova ciò che le parole avevano perso: la sicurezza di potersi avvicinare.
Che cosa si può ritrovare.
Il percorso non serve a stabilire chi ha ragione. Serve a capire che cosa accade tra i due, quali ferite si toccano, quali bisogni restano senza risposta. A volte porta a ritrovarsi; altre volte aiuta a separarsi con più rispetto. In entrambi i casi restituisce dignità a ciò che si è vissuto. Accolgo le coppie in studio, a Meina, e online.
Due alberi che si intrecciano non diventano uno. Diventano un abbraccio che il vento non scioglie.
Riferimenti.
- C. Hazan, P. Shaver, «Romantic love conceptualized as an attachment process», Journal of Personality and Social Psychology, 1987.
- J.M. Gottman, What Predicts Divorce?, Lawrence Erlbaum, 1994.
Fotografia di Graphic Node, Unsplash.

