Questi scritti nascono dal lavoro di ogni giorno, nello studio di Meina. Raccontano il percorso: le parole e il corpo, la mente e le emozioni, come un'unica storia. Ogni testo indica le sue fonti, perché qui la poesia non è un'alternativa al rigore: il rigore della scienza si sposa con la sensibilità della psicologia.

La psicologia psicocorporea
Il corpo non è il contenitore della mente. È il luogo in cui la nostra storia ha preso forma.
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Lo slancio del primo messaggio
Ogni percorso comincia con un gesto piccolo: un messaggio, una telefonata. Un gesto che il corpo conosce prima della mente.

Quando si inizia un percorso
Non serve sentirsi pronti. Serve essere disposti a fare un passo, e poi quello dopo.

Le resistenze a iniziare un percorso
Il ponte c'è. Ma la nebbia lo nasconde, e il primo passo sembra un salto nel vuoto.

L'alleanza terapeutica
Prima delle tecniche c'è un incontro. Ed è l'incontro, più di ogni metodo, a fare la differenza.

Le resistenze nel percorso, come risorse
La roccia non ferma il torrente. Gli dà una forma, e una voce.
Le emozioni.

Ansia e attacchi di panico
Il panico arriva come un temporale sulla pianura: enorme, improvviso, sembra non finire. Eppure passa.

L'ansia da prestazione
Un palco, un microfono, mille occhi immaginari. Più si cerca di controllare, più il corpo si irrigidisce.

La depressione
Quando la luce si assottiglia, il mondo perde colore. Non è debolezza: è un segnale che chiede ascolto.

La solitudine
Una barca nella nebbia. Si può stare tra la gente e sentirsi soli: la solitudine che pesa chiede legame.

Lo stress
Il fulmine è energia allo stato puro. Il problema non è la tempesta: è quando non smette mai.

Il burnout
Quando si dà senza ricevere, anche la terra più fertile si secca. Il burnout è un segnale, non una colpa.

Le emozioni senza giudizio, come risorse
L'aurora non sceglie i suoi colori. Il verde, il viola, il rosa: fanno tutti parte della stessa luce.

L'espressione delle emozioni
Un'emozione è un movimento. Quando non può muoversi, resta nel corpo come una marea trattenuta.

Il contenimento delle emozioni
Contenere non è trattenere. È offrire alle emozioni uno spazio abbastanza grande da poterle attraversare.

L'anestesia emotiva e sessuale
Come un bosco d'inverno: tutto è fermo, silenzioso, ovattato. Ma sotto la neve la vita aspetta.

Intestino, ansia e stress
Un albero e il suo riflesso nell'acqua: due immagini che si rispondono. Così parlano tra loro il cervello e la pancia.
La coppia e la sessualità.

Crisi di coppia e tradimento
Due cigni sull'acqua scura. Una crisi non dice per forza che l'amore è finito: a volte chiede alla coppia di cambiare forma.

Il percorso di coppia
Due tronchi che crescono intrecciati. Ognuno resta se stesso, ma la forma la trovano insieme.

La separazione
Un sentiero che si divide. Finisce una coppia, non finisce chi la abitava.

La disfunzione erettile
Sotto la cenere la brace è ancora viva. Non va forzata: va lasciata respirare.

L'eiaculazione precoce
Il cielo notturno ruota lento e lascia scie di luce. Anche il piacere ha bisogno del suo tempo.

L'anestesia sessuale femminile
Boccioli coperti di brina: sembrano immobili, ma la vita è lì, chiusa e intatta. Aspetta solo un po' di calore.
Ferite e risorse.

Il lutto
Panchine vuote, foglie a terra. Il dolore della perdita è la misura del legame: non va cancellato, va attraversato.

L'autostima
Una piantina che cresce in una crepa del muro. Il valore di una persona non si guadagna: si riconosce.

Quando i figli ci feriscono
Il faro non può fermare le onde. Può restare acceso.

La riscoperta delle risorse
Le risorse non si inventano: si ritrovano. Spesso erano lì da sempre, coperte dalla nebbia.

Il recupero del bambino interiore
Un soffione al vento: basta un respiro perché i semi tornino a volare. Anche il bambino che siamo stati aspetta solo un respiro.

Il movimento interrotto nel trauma
Ci sono gesti che il corpo ha cominciato e non ha potuto finire. Restano lì, sospesi, come una cascata d'inverno.

Come la nascita ci parla di noi
La prima soglia della vita è un passaggio stretto verso la luce. Non decide chi siamo, ma a volte, nel corpo, torna a farsi sentire.
Mente e corpo.

Il respiro circolare
Un respiro che non si interrompe, come un'onda che ritorna. E dentro, ciò che da tempo aspettava di muoversi.

Il grounding, o radicamento
Radicarsi non significa restare fermi. Significa avere un punto da cui partire, e a cui tornare.

La psicologia bottom-up
Non sempre si cambia capendo. A volte si capisce cambiando: dal corpo verso la mente.

La psicologia umanistica
Non una diagnosi da correggere, ma una persona da incontrare: intera, unica, capace di crescere.

Lavorare con il cervello destro
Molto di ciò che ci ha ferito è accaduto prima delle parole. Anche la cura, allora, ha bisogno di un linguaggio che venga prima delle parole.

La teoria polivagale
Il nervo vago, il «vagabondo», attraversa il corpo come un fiume. Porta notizie di pericolo e di sicurezza.

Le cinque ferite e il corpo
Le ferite antiche non scompaiono: scolpiscono. Come l'acqua nella roccia, lasciano strati che raccontano una storia.
Per un primo colloquio
È possibile telefonare, scrivere su WhatsApp o inviare una email: rispondo personalmente. Il primo colloquio serve a conoscersi; si decide poi insieme se proseguire.
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