I semi scalciano
Spinti dall'unica
Forza possibile.
Gli uccelli migratori non decidono di partire con un ragionamento. A un certo punto qualcosa, nel corpo, si muove: la luce cambia, l'aria si fa diversa, e lo stormo si alza in volo. Lo slancio viene prima del viaggio.
Anche un percorso psicologico comincia così. Non con una decisione presa a tavolino, ma con un impulso: un pomeriggio qualunque, il telefono in mano, il pensiero che forse è arrivato il momento di chiedere aiuto.
Lo slancio ha un tempo.
Gli impulsi hanno una loro finestra. Se li si ascolta, diventano azione; se li si rimanda troppo a lungo, si affievoliscono, e la vita riprende il suo corso con le stesse difficoltà di prima. Non perché manchi il coraggio, ma perché ogni giorno offre un buon motivo per aspettare.
La ricerca sul comportamento lo conferma: le intenzioni si trasformano più facilmente in azioni quando sono legate a un piano concreto, del tipo «quando succede questo, faccio quello». Non serve una grande decisione: serve sapere che cosa fare nel momento in cui lo slancio arriva.
Uno slancio, prima di essere un'idea, è un movimento: un'inspirazione più profonda, una spinta nel petto, la mano che va verso il telefono. Vale la pena ascoltarlo con rispetto, perché spesso è la parte più vitale di noi che chiede spazio. A volte però qualcosa trattiene: il respiro si blocca, la mano si ferma a metà. È un movimento interrotto, e riconoscerlo è già un modo per lasciarlo compiere.
Che cosa scrivere.
Molte persone rimandano perché non sanno come cominciare, o temono di dover spiegare tutto subito. Non è necessario. Bastano poche parole: «Buongiorno, vorrei fissare un primo colloquio». Se lo si desidera si può aggiungere una riga su ciò che si sta vivendo, ma non è obbligatorio: per raccontare c'è il colloquio.
Si può telefonare, scrivere su WhatsApp o inviare una email. Rispondo personalmente, e insieme troviamo un orario, in studio a Meina oppure online.
Che cosa succede dopo.
Il primo colloquio è uno spazio di conoscenza reciproca: si parla di ciò che porta lì la persona, di quando è cominciato, di come si manifesta, delle risorse che sono già presenti. Non c'è alcun obbligo di proseguire. Se si sceglie di continuare, seguono tre colloqui di valutazione, e poi si decide insieme come andare avanti.
Il primo passo non deve essere perfetto. Deve solo essere fatto.
Lo stormo non aspetta di vedere la meta. Si fida del vento, e parte.
Riferimenti.
- P.M. Gollwitzer, «Implementation intentions: strong effects of simple plans», American Psychologist, 1999.
- P.M. Gollwitzer, P. Sheeran, «Implementation intentions and goal achievement: a meta-analysis of effects and processes», Advances in Experimental Social Psychology, 2006.
Fotografia di Arthur Tseng, Unsplash.

