In un lago immobile, all'alba, gli alberi si specchiano così perfettamente che non si capisce più dove finisca la riva e dove cominci il riflesso. Due immagini, una sopra e una sotto, che si rispondono. Il cervello e la pancia, in noi, fanno qualcosa di simile.
Il secondo cervello.
La nostra lingua lo sapeva da sempre: si ha un nodo allo stomaco, le farfalle nella pancia, si digerisce o non si digerisce una situazione. Le neuroscienze hanno dato ragione alle parole. L'intestino è avvolto da una rete di centinaia di milioni di neuroni, il sistema nervoso enterico, che è stato chiamato il secondo cervello. Lì si produce gran parte della serotonina del corpo, anche se quella serotonina lavora soprattutto sull'intestino stesso.
Cervello e intestino dialogano continuamente, soprattutto attraverso il nervo vago. E la maggior parte delle sue fibre porta informazioni dalla pancia al cervello, non il contrario: il cervello ascolta l'intestino più di quanto gli dia ordini.
Il microbiota.
Negli ultimi anni si è aggiunto un terzo protagonista: il microbiota, l'insieme dei miliardi di microrganismi che abitano l'intestino. Le ricerche hanno raccolto molte prove di un asse microbiota-intestino-cervello che sembra influenzare la risposta allo stress e il comportamento, soprattutto negli studi sugli animali. Nell'uomo la ricerca è promettente ma ancora giovane, e va presa con prudenza: per ora non esistono probiotici capaci di curare l'ansia.
Più solido è il legame inverso: lo stress e l'ansia cambiano il funzionamento dell'intestino. Chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile, per esempio, convive spesso con ansia e tensione, e gli approcci psicologici hanno mostrato di poter aiutare.
Un luogo delle emozioni.
La pancia è uno dei luoghi principali delle emozioni. Lì si stringe la paura, si chiude l'ansia, si trattiene ciò che non si riesce a esprimere. Spesso il respiro si ferma prima di raggiungerla: si respira con il petto, e il ventre resta contratto, come in difesa. Lasciare che il respiro torni a scendere, che la pancia si muova di nuovo, è un modo semplice per dire al corpo che può abbassare la guardia.
Ascoltare la pancia.
Un'avvertenza importante: i disturbi digestivi vanno sempre valutati prima dal medico. Ma quando gli esami escludono altre cause, o quando i sintomi si accendono nei periodi difficili, vale la pena ascoltare che cosa la pancia sta cercando di dire. Nel percorso si lavora sull'ansia e sullo stress e, insieme, si impara a respirare con il ventre e a sentire, senza paura, ciò che lì si muove.
Il riflesso nell'acqua non è meno vero dell'albero. È solo un altro modo di essere lo stesso.
Riferimenti.
- M.D. Gershon, Il secondo cervello (The Second Brain, 1998), UTET.
- J.F. Cryan, T.G. Dinan, «Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour», Nature Reviews Neuroscience, 2012.
- J.F. Cryan e coll., «The microbiota-gut-brain axis», Physiological Reviews, 2019.
Fotografia di Sam Burrough, Unsplash.

