Alberi su un'isola e il loro riflesso in un lago calmo, nella nebbia blu del mattino

Intestino, ansia e stress.

Un albero e il suo riflesso nell'acqua: due immagini che si rispondono. Così parlano tra loro il cervello e la pancia.

Antonio Catona, psicologo · 3 minuti di lettura

In un lago immobile, all'alba, gli alberi si specchiano così perfettamente che non si capisce più dove finisca la riva e dove cominci il riflesso. Due immagini, una sopra e una sotto, che si rispondono. Il cervello e la pancia, in noi, fanno qualcosa di simile.

Il secondo cervello.

La nostra lingua lo sapeva da sempre: si ha un nodo allo stomaco, le farfalle nella pancia, si digerisce o non si digerisce una situazione. Le neuroscienze hanno dato ragione alle parole. L'intestino è avvolto da una rete di centinaia di milioni di neuroni, il sistema nervoso enterico, che è stato chiamato il secondo cervello. Lì si produce gran parte della serotonina del corpo, anche se quella serotonina lavora soprattutto sull'intestino stesso.

Cervello e intestino dialogano continuamente, soprattutto attraverso il nervo vago. E la maggior parte delle sue fibre porta informazioni dalla pancia al cervello, non il contrario: il cervello ascolta l'intestino più di quanto gli dia ordini.

Il microbiota.

Negli ultimi anni si è aggiunto un terzo protagonista: il microbiota, l'insieme dei miliardi di microrganismi che abitano l'intestino. Le ricerche hanno raccolto molte prove di un asse microbiota-intestino-cervello che sembra influenzare la risposta allo stress e il comportamento, soprattutto negli studi sugli animali. Nell'uomo la ricerca è promettente ma ancora giovane, e va presa con prudenza: per ora non esistono probiotici capaci di curare l'ansia.

Più solido è il legame inverso: lo stress e l'ansia cambiano il funzionamento dell'intestino. Chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile, per esempio, convive spesso con ansia e tensione, e gli approcci psicologici hanno mostrato di poter aiutare.

Un luogo delle emozioni.

La pancia è uno dei luoghi principali delle emozioni. Lì si stringe la paura, si chiude l'ansia, si trattiene ciò che non si riesce a esprimere. Spesso il respiro si ferma prima di raggiungerla: si respira con il petto, e il ventre resta contratto, come in difesa. Lasciare che il respiro torni a scendere, che la pancia si muova di nuovo, è un modo semplice per dire al corpo che può abbassare la guardia.

Ascoltare la pancia.

Un'avvertenza importante: i disturbi digestivi vanno sempre valutati prima dal medico. Ma quando gli esami escludono altre cause, o quando i sintomi si accendono nei periodi difficili, vale la pena ascoltare che cosa la pancia sta cercando di dire. Nel percorso si lavora sull'ansia e sullo stress e, insieme, si impara a respirare con il ventre e a sentire, senza paura, ciò che lì si muove.

Il riflesso nell'acqua non è meno vero dell'albero. È solo un altro modo di essere lo stesso.

Riferimenti.

  • M.D. Gershon, Il secondo cervello (The Second Brain, 1998), UTET.
  • J.F. Cryan, T.G. Dinan, «Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour», Nature Reviews Neuroscience, 2012.
  • J.F. Cryan e coll., «The microbiota-gut-brain axis», Physiological Reviews, 2019.

Fotografia di Sam Burrough, Unsplash.

Il Dott. Antonio Catona, psicologo a Meina

Antonio Catona

Psicologo iscritto all'Albo degli Psicologi del Piemonte, con una solida formazione in ambito medico-scientifico. Conduttore SIAB di classi di esercizi bioenergetici, con esperienza decennale nel rebirthing. Riceve a Meina, tra Arona e Stresa, e online.

Parole, corpo e respiro: il mio modo di lavorare

Per un primo colloquio

È possibile telefonare, scrivere su WhatsApp o inviare una email: rispondo personalmente. Il primo colloquio serve a conoscersi; si decide poi insieme se proseguire.

Valutazione 5,0 su GuidaPsicologi · leggi le opinioni

348 802 5680
WhatsApp
Antonio.catona1@libero.it
Via per Corciago, 108
28046 Meina (NO), tra Arona e Stresa
Indicazioni stradali