Ti ho visto
Da lontano
Come quando
C'è foschia
E il sole
Sorge più tardi
E più in alto
Ci sono mattine in cui la nebbia copre tutto. Il bosco scompare, la valle scompare, e sembra che quel giorno il sole non ci sia. Poi, piano, la luce si fa strada. Il sole c'era sempre: stava solo sorgendo più tardi, e più in alto.
Che cosa ci tiene in piedi.
Per gran parte della sua storia la ricerca sulla salute si è chiesta che cosa ci fa ammalare. Negli anni Settanta un sociologo medico capovolse la domanda: che cosa ci mantiene in salute, nonostante tutto? Chiamò questa prospettiva salutogenesi, e descrisse una risorsa interiore che chiamò senso di coerenza: la sensazione che ciò che ci accade sia comprensibile, affrontabile e dotato di significato.
Gli studi sui bambini cresciuti in condizioni molto difficili hanno mostrato che la resilienza non è un dono raro, riservato a pochi eroi. È stata chiamata magia ordinaria: nasce da risorse comuni, come un legame affettivo, la capacità di regolarsi, la sensazione di poter incidere sulla propria vita. E proprio per questo è più diffusa di quanto pensiamo.
Dove si nascondono.
Le risorse di una persona sono di tanti tipi. Ci sono le relazioni: qualcuno che ci ha voluto bene, anche una sola persona. C'è il corpo: un respiro che sa calmarsi, gambe che sanno camminare, una postura in cui ci si sente forti. Ci sono i ricordi dei momenti in cui ce l'abbiamo fatta. Ci sono i valori, la creatività, la natura, il lago visto da una finestra.
Nei momenti di crisi tendiamo a dimenticarle. La sofferenza restringe lo sguardo, come la nebbia: si vede solo il problema. Nel lavoro con il trauma si insiste sull'importanza di cercare prima le risorse e solo poi le ferite: è a partire da ciò che sostiene che diventa possibile avvicinarsi a ciò che fa male. In Italia, Maria Puliatti e Michele Giannantonio hanno costruito su questo principio un intero approccio al trauma, BOdaRI.
Le risorse, poi, non sono soltanto idee o ricordi: sono anche stati del corpo. Una postura in cui ci si sente forti, un respiro che calma, i piedi saldi a terra, la memoria fisica di un abbraccio. Dietro ogni sintomo c'è una risorsa che aspetta di essere riscoperta, e ritrovarla anche nel corpo la rende disponibile proprio quando serve.
Dentro un percorso.
Credo fortemente nell'unicità di ogni persona, e altrettanto fortemente nella necessità di riscoprire l'immensità delle proprie risorse, come fonte primaria per attraversare le crisi che la vita ci porge. Nel lavoro psicologico, accanto a ciò che fa soffrire, cerco sempre ciò che ha permesso a una persona di arrivare fin qui. A volte basta una domanda: «Che cosa l'ha aiutata, finora?». E poi notare insieme che cosa accade nel corpo, mentre si risponde.
Ogni crisi è un punto di partenza. Il fiore che spacca il cemento non ha più forza degli altri fiori: ha trovato una crepa, e ha seguito la luce.
La vita trova una via. A noi tocca non smettere di cercarla.
Riferimenti.
- A. Antonovsky, Health, Stress and Coping, Jossey-Bass, 1979; Unraveling the Mystery of Health, Jossey-Bass, 1987.
- A.S. Masten, «Ordinary magic: resilience processes in development», American Psychologist, 2001.
- P. Ogden, K. Minton, C. Pain, Trauma and the Body, Norton, 2006.
- P.A. Levine, Una voce senza parole (In an Unspoken Voice, 2010), Astrolabio.
- M. Puliatti, M. Giannantonio, BOdaRI. Trauma semplice e complesso. Un approccio somatico integrato per il trattamento del trauma improntato sulle risorse, Mimesis, 2025.
Fotografia di Daniil Silantev, Unsplash.

