Volsi a
Mezzogiorno,
Le vele si gonfiarono
Tese come ricordi.
Le scaglie di mare
Riarse dal sole
Mostrarono
Il blu cobalto
Plastico e profondo.
Il respiro si sciolse.
Non potetti più fingere.
C'è un silenzio particolare nei boschi d'inverno. La neve attutisce i passi, la nebbia cancella i colori, tutto sembra sospeso. Non è morte: è riposo. Sotto la coltre bianca, la terra aspetta la primavera.
Quando non si sente più.
Molte persone arrivano descrivendo una sensazione difficile da spiegare: non sono tristi, non sono arrabbiate, semplicemente non sentono. Le giornate scorrono uguali, le cose che un tempo davano gioia lasciano indifferenti. A volte questa anestesia tocca anche l'intimità: il desiderio si spegne, il contatto fisico diventa neutro, o persino fastidioso.
Non è freddezza, né mancanza di amore. Molto spesso è una protezione. Quando un'emozione è stata troppo intensa, o troppo a lungo, il sistema nervoso può abbassare il volume di tutto, per non soffrire. Si parla di ipoattivazione, un'uscita verso il basso dalla finestra di tolleranza: il corpo si spegne per difendersi.
Riguarda uomini e donne, ma nelle donne ha spesso tratti propri, legati alla storia, al corpo e alle relazioni: ne parlo in L'anestesia sessuale femminile.
Le strade dell'anestesia.
Le cause possono essere diverse: esperienze traumatiche, un lutto, un lungo periodo di stress, una storia in cui le emozioni non potevano essere mostrate. Gli studiosi parlano di alessitimia, letteralmente «non avere parole per le emozioni», per descrivere una difficoltà a riconoscere e nominare ciò che si prova: riguarda una parte non piccola della popolazione, e spesso si accompagna a disturbi del corpo.
Anche alcuni farmaci, in particolare certi antidepressivi, possono attenuare le emozioni o il desiderio sessuale. È importante parlarne con il medico, senza interrompere nulla di propria iniziativa. E quando il calo del desiderio è recente o improvviso, vale sempre la pena di fare anche un controllo medico.
Tornare a sentire.
C'è chi, per sopravvivere, ha dovuto staccarsi dalle proprie sensazioni: la mente prende il comando, il corpo diventa uno strumento, il sentire si spegne. L'anestesia non si combatte con la forza: si scioglie restituendo sicurezza, un poco alla volta, con le parole e con piccole esperienze del corpo. Il respiro che torna a scendere, i piedi che si sentono, sensazioni notate senza fretta. Il sentire ritorna come il disgelo: prima un rivolo, poi un torrente.
Il lavoro richiede pazienza e delicatezza, soprattutto quando riguarda la sessualità. Non si tratta di «riaccendere» il desiderio a comando, ma di ricostruire un rapporto di fiducia con il proprio corpo e, se c'è una coppia, di ritrovare un contatto senza obiettivi né prestazioni. Spesso la prima cosa che torna non è il piacere, ma un'emozione a lungo trattenuta. È un buon segno: vuol dire che il bosco si sta svegliando.
La neve non uccide il bosco. Lo protegge, finché arriva il tempo di sciogliersi.
Riferimenti.
- A. Lowen, Il tradimento del corpo (The Betrayal of the Body, 1967).
- D.J. Siegel, La mente relazionale (The Developing Mind, 1999), Raffaello Cortina.
- P.E. Sifneos, «The prevalence of 'alexithymic' characteristics in psychosomatic patients», Psychotherapy and Psychosomatics, 1973.
- G.J. Taylor, R.M. Bagby, J.D.A. Parker, Disorders of Affect Regulation: Alexithymia in Medical and Psychiatric Illness, Cambridge University Press, 1997.
Fotografia di Simon Berger, Unsplash.

